12-08-2018 - Patrimonio da scoprire - Laboratorio

Il Parco sarà aperto dalle 10:00 alle 19:00 e come ogni domenica di apertura, le visite guidate alle palafitte si svolgeranno con orario continuato.

Per la rassegna di Agosto "Patrimonio da scoprire", dedicata ai più famosi reperti della Preistoria Italiana, dalle 14:00 alle 18:00 sarà attivo un laboratorio in cui i piccoli visitatori del Livelet riprodurranno in legno la placchetta d'osso che proviene dai livelli neolitici del Riparo Gaban (TN) incisa con le sembianze di un pesce. 

Per partecipare ai laboratori non è necessaria la prenotazione. Chi invece volesse riservare un barbecue e uno o più tavoli nella nostra area pic-nic, potrà farlo contattandoci allo 0438 21230 dal martedì al venerdì con orario 9.30-12.30 o scrivendo a segreteria@parcolivelet.it

 

UN PO' DI STORIA...

Questo enigmatico reperto, risalente a oltre 5 mila anni fa, è stato trovato al Riparo Gaban nelle vicinanze di Trento ed è esposto al MUSE.
Il Riparo Gaban è collocato in collina, alle pendici del monte Calisio, non lontano dalla pianura dove scorre l’Adige. Si tratta di un luogo favorevole all’insediamento perché collocato in una zona riparata e ricca di risorse naturali. Gli scavi sono iniziati nel 1970 sotto la direzione di Bernardo Bagolini e sono proseguiti fino al 1985. Dal 2007 gli scavi continuano sotto la direzione dell’Università degli Studi di Trento, come “campo-scuola” per giovani archeologi.
Si tratta di una una piccola placchetta di osso in cui è stata incisa la figura di un pesce con una precisione straordinaria, che dimostra la capacità manuale ma anche la conoscenza della Natura delle popolazioni neolitiche.
La sua realizzazione risale ad un momento in cui la caccia, la pesca e la raccolta di cibo selvatico venivano integrate da coltivazioni agricole e dall’allevamento e i gruppi umani erano diventati sedentari.
I tratti sono incisi sull’osso con strumenti in pietra e il lavoro è stato fatto con una tale precisione che gli studiosi si sono chiesti di che specie di pesce potrebbe trattarsi, ipotizzando che si volesse rappresentare una Trota o un Salmerino.
Gli archeologi hanno inoltre cercato di capire che uso potesse avere un oggetto realizzato con tanta cura. Potrebbe trattarsi di pendaglio ornamentale oppure di uno strumento musicale noto come “rombo sonoro”, un aerofono da far ruotare in aria, appeso ad una cordicella, per emettere suoni sibilanti ed evocativi in occasione di riti e cerimonie.