SCUOLE - Laboratori

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Scopri i nostri laboratori per le SCUOLE PRIMARIE e SECONDARIE!

Nei punti da 1 a 8 sono illustrate le proposte di laboratorio fra cui scegliere, valide per i PERCORSI ARCHEOLOGICI (giornata intera).
Al punto 9 sono illustrati i dettagli dell'ESCURSIONE NATURALISTICA.
I punti 10 e 11 descrivono i laboratori dei PERCORSI NATURALISTICI.

Per  conoscere i percorsi didattici dedicati alle Scuole Primarie e Secondarie clicca qui.

Tutti i laboratori prevedono la partecipazione attiva di ogni membro del gruppo e sono pensati per sperimentare in prima persona alcune attività quotidiane di un villaggio preistorico, il mestiere dell'archeologo o conoscere fauna e flora delle rive dei laghi.

1. OSSA CHE PARLANO. LO SCAVO DI UNA SEPOLTURA PREISTORICA - Novità 2017

Osservando una sepoltura e gli oggetti che la accompagnavano possiamo trarre moltissime notizie sulle civiltà del passato e sulla loro vita quotidiana. I partecipanti, attraverso una simulazione di scavo, porteranno alla luce dei resti ossei e dei reperti, analizzandoli con l'aiuto dell'operatore e raccogliendo quanti più dati possibili relativi all'inumato.

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Premessa

L’antropologia fisica applicata all’archeologia è una disciplina che ha come obiettivo lo studio delle ossa umane che si possono ritrovare in contesti di necropoli, finalizzato alla ricostruzione demografica ed epidemiologica della società in un determinato momento storico. Durante il laboratorio sarà evidenziato l’aspetto scientifico dello scavo di una sepoltura preistorica e verrà dimostrato come dal ritrovamento di ossa in connessione e dagli oggetti di corredo che le accompagnavano, si riescano a trarre quantità sorprendenti di dati che danno vita a stimolanti interpretazioni. Si sottolineerà la precisione richiesta in uno scavo di questo tipo, la possibilità che gli oggetti di corredo raccontino la storia dell’inumato e le informazioni principali che si riescono a ricavare dallo studio delle ossa umane.

Finalità

- Conoscere e utilizzare il lessico specifico relativo all’attività svolta
- Conoscere e le diverse fasi che caratterizzano lo scavo di una sepoltura e i principali metodi in uso
- Conoscere e utilizzare gli strumenti adatti allo scavo antropologico
- Imparare a utilizzare le fonti materiali per la formulazione di ipotesi
- Sensibilizzare al patrimonio culturale

Modalità

Lo scavo sarà simulato. Verranno utilizzati dei modellini di scheletri umani predisposti in cassoni, con ricostruzioni di oggetti di corredo: i partecipanti dovranno portare alla luce i resti ossei ed i reperti ricostruiti, corrispondenti a situazioni note e studiate di necropoli preistoriche. Le ossa ed i reperti portati alla luce saranno oggetto di un'osservazione guidata, finalizzata a distinguere sesso ed età dell’inumato, la sua quotidianità ed il suo ruolo all’interno della società preistorica.

2. I SUONI DELLA PREISTORIA

In Preistoria il suono era importantissimo in molti momenti della vita quotidiana e nella sfera rituale. L'operatore dimostrerà l'uso di strumenti musicali ricostruiti, mentre i partecipanti proveranno a creare ritmi utilizzando mani, piedi e voce e potranno costruire un piccolo strumento (un fischietto, un flauto o un sonaglio – in base ai materiali disponibili) che potrà essere portato a casa. Per concludere, concerto della tribù!

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Premessa

Fin dalla sua comparsa, il genere "homo" ha iniziato a produrre suoni (inizialmente imitando quelli della natura) utilizzando molteplici materiali (voce, mani e piedi, pietra, legno, osso, conchiglie, corno, fibre vegetali, terracotta, rame e bronzo) al fine di realizzare strumenti via via più articolati e complessi: urla, fischi, colpi, schiocchi, tamburi, timpani, sonagli, battenti, rombi, xilofoni, litofoni, archi musicali, flauti, fischietti, trombe etc. Lo strumento musicale, che è strettamente connesso con la danza, è un elemento importantissimo durante tutto l'arco della vita dell'uomo, non soltanto nelle sfere propriamente rituali, ma anche nella caccia, nella semina, nel raccolto, nel momento del baratto, nella lavorazione della ceramica, nella preparazione del cibo, nella guerra, nella costruzione di una capanna etc.

Finalità

- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali specifici, relativi alle attività svolte
- Comprendere il forte legame dell'uomo preistorico con la natura e l'ambiente circostante mediante l'ascolto dei suoni che riproducono versi di animali o il rumore degli alberi, del vento, dell'acqua
- Ascoltare, osservare e imparare a riconoscere gli strumenti ed i materiali utilizzati durante l’attività

Modalità

Nella prima fase del laboratorio l'operatore riprodurrà, mediante l'utilizzo di strumenti musicali ricreati ad hoc, vari suoni, iniziando dai più semplici ai più complessi. I bambini verranno coinvolti e stimolati a creare ritmi utilizzando mani, piedi e voce. La seconda fase prevede la costruzione di un fischietto, di un flauto o di un sonaglio (in base alla stagione e ai materiali reperibili): ciascun alunno, utilizzando utensili preistorici (trapano a volano, bulini, pietre), si cimenterà nella lavorazione del legno (bambù o sambuco) o delle conchiglie sino alla realizzazione dello strumento musicale. Al termine mini "concerto" della tribù partecipante.

3. MANINTRECCI

L’arte dell’intreccio ha origini antichissime e l’uomo la utilizza per realizzare corde, stuoie e contenitori in fibre vegetali da migliaia di anni. Dopo l’osservazione della ricostruzione di alcuni manufatti, dai più semplici ai più complessi, i partecipanti avranno la possibilità di mettersi alla prova e di realizzare un oggetto in midollino che vedranno nascere intreccio dopo intreccio imparando a sfruttare lo strumento più utile e utilizzato fin dalla Preistoria … le nostre mani! Ognuno porterà a casa la sua creazione.

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Premessa

L’arte dell’intreccio è forse una delle più antiche forme di artigianato, che l’uomo sfruttava per la creazione di corde, reti, stuoie e contenitori, creati con il solo ausilio delle mani. Questa attività precede e probabilmente ispira l’invenzione della tessitura, che invece si differenzia e risulta più evoluta in quanto implica l’uso di uno strumento specifico come il telaio. Per motivi conservativi, le prime testimonianze della produzione di cesti in Europa risalgono solo al Neolitico e molte provengono proprio da siti palafitticoli, in quanto i terreni torbosi consentono a volte la conservazione delle fibre vegetali. Tutti i manufatti preistorici a intreccio testimoniano l’esistenza di tecniche di lavorazione diverse e lo sfruttamento della flora locale, in particolare giunchi ed erbe palustri, graminacee, rafia, cortecce e rami flessibili di salice e viburno.

Finalità

- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali specifici, relativi alle attività svolte
- Comprendere la differenza tra intreccio e tessitura
- Approfondire le conoscenze sullo sfruttamento della flora per la produzione di oggetti di uso quotidiano o decorativi
- Ragionare sulle proprietà delle materie prime utilizzate dall’uomo in preistoria
- Stimolare la manualità

Modalità

Il laboratorio prevede una breve introduzione in cui l’operatore farà familiarizzare i partecipanti con alcune forme di intreccio comuni in Preistoria, come le corde in fibra vegetale, piccoli contenitori realizzati in fibre vegetali e manufatti più complessi come nasse per la pesca e cesti. La discussione verrà guidata verso l’analisi dei motivi che spingevano l’uomo a scegliere alcune materie prime, quindi al suo legame con l’ambiente, e come alcune forme di artigianato più complesse siano nate dopo migliaia di anni di esperienza nello sviluppare quelle più semplici. I partecipanti potranno poi mettersi alla prova nella realizzazione di un manufatto in midollino intrecciato, che potrà essere portato a casa. Il laboratorio è adatto a ragazzi dalla terza elementare in su e la forma scelta è quella del “piatto”, più semplice da realizzare e ideale per essere adattata all’età e alla manualità dei partecipanti. I manufatti potranno essere portati a casa dai partecipanti.

4. IL CACCIATORE DELLA VALLE

La caccia nella Preistoria era un’attività fondamentale per la sopravvivenza, anche dopo l’introduzione di agricoltura e allevamento. Scopriremo i segreti dei cacciatori preistorici e impareremo a usare i loro strumenti; proveremo inoltre come un bastoncino di nocciolo può essere trasformato nel corpo di una freccia con un semplice raschiatoio in selce! L’operatore provvederà a trasformarne uno, da portare in classe, in un vero utensile.

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Premessa

La cosiddetta "Rivoluzione Neolitica "viene spesso vista come una fase di cambiamento che contrappone due mondi differenti, quello dei cacciatori-raccoglitori paleolitici e quello dei primi agricoltori-allevatori sedentari del Neolitico. La fase di transizione in effetti fu molto lunga e complessa e attività come la caccia furono tutt’altro che soppiantate dall’allevamento: ne sono prova i reperti faunistici e gli stupefacenti progressi tecnologici nella fabbricazione delle punte di freccia nel corso di tutto il Neolitico e delle prime Età dei Metalli.

Finalità 

- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali specifici relativi all'attività svolta
- Saper riprodurre gesti antichi e utilizzare manufatti preistorici
- Comprendere il ruolo dell’attività di caccia nella sussistenza dell'Uomo in diversi momenti della Preistoria
- Comparare attività del passato con attività del presente

Modalità

L’attività inizierà con una breve introduzione teorica sul significato e sul ruolo dell’attività venatoria nei diversi periodi della preistoria e saranno fornite informazioni sugli strumenti utilizzati (archi, frecce e lance), sulle tecniche di costruzione, sull’approvvigionamento delle materie prime e sulle relazioni con l'ambiente. I partecipanti, attraverso l’utilizzo di grattatoi in selce, potranno provare a decorticare e lisciare un piccolo ramo di nocciolo - una delle principali azioni propedeutiche alla realizzazione degli strumenti da caccia; l'operatore provvederà a trasformarne uno, da portare in classe, in uno strumento, con l'aggiunta di una scheggia di selce. Infine sono previste delle prove di tiro con l’arco e con la lancia verso sagome stilizzate di animali.

5. COME UN ARCHEOLOGO

L’attività dell’archeologo è simile a quella di un detective, alla ricerca di tracce e indizi dal passato… I partecipanti potranno provarlo in prima persona cimentandosi con uno scavo simulato che permetterà loro di apprendere tutti i trucchi del mestiere! Il laboratorio si concluderà con una attenta analisi della paleosuperficie messa allo scoperto e dei reperti portati alla luce.

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Premessa

L’archeologia è una disciplina che ha come obiettivo la ricostruzione del passato attraverso la ricerca, la raccolta e l’elaborazione di tutte le testimonianze che l’Uomo ha lasciato. Durante il laboratorio sarà evidenziato l’aspetto scientifico dell’archeologia e verrà dimostrato come da uno scavo, anche di dimensioni ridotte, si riescano a trarre quantità sorprendenti di dati che danno vita a stimolanti interpretazioni. Si metteranno inoltre in luce quali sono le figure di studiosi che solitamente affiancano l’archeologo.

Finalità

- Conoscere e utilizzare il lessico specifico relativo all’attività svolta
- Conoscere e le diverse fasi che caratterizzano la ricerca archeologica e i principali metodi in uso
- Conoscere e utilizzare gli strumenti adatti scavo archeologico
- Imparare a utilizzare le fonti materiali per la formulazione di ipotesi e distinguere materiali deperibili e materiali che si conservano piu facilmente
- Sensibilizzare al patrimonio culturale

Modalità

Lo scavo sarà simulato. In una buca delimitata i partecipanti potranno portare alla luce reperti ricostruiti, corrispondenti a quanto rimane in un sito archeologico degli oggetti e dei materiali osservati durante la visita alle ricostruzioni. Sul fondo dell’Unità Stratigrafica simulata si avrà modo di riconoscere, ripulire e studiare una paleosuperficie con le evidenze tipiche di un sito preistorico. I reperti portati alla luce saranno oggetto di un'osservazione guidata, finalizzata a distinguere i diversi materiali e favorire l'interpretazione dei ritrovamenti.

6. IL PANE DEL VILLAGGIO

Il pane era un alimento fondamentale nelle comunità neolitiche. Lo prepareremo tutti insieme, frantumando i cereali con le macine in pietra e impastando la farina ottenuta con l’acqua. Le scorte alimentari venivano spesso conservate contenitori di argilla: costruiremo anche noi un contenitore in argilla cruda, ispirandoci alle forme osservate durante la visita alle palafitte. Ognuno potrà portare poi a casa il suo vasetto!

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Premessa

Il pane è stato uno degli alimenti introdotti nella dieta dell'uomo a partire dal Neolitico, in seguito alla scoperta dell'agricoltura e la coltivazione dei cereali. La produzione della farina con macine in pietra e divenne da quel momento una delle attività quotidiane più importanti per le comunità agricole pre e proto-storiche. Inoltre, la necessità di stoccare i cereali e le derrate alimentari fu probabilmente uno degli stimoli che portarono alla produzione di contenitori in argilla.

Finalità

- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali relativi alle attività svolte

- Comprendere il ruolo dell’agricoltura nelle strategie di sussistenza del passato
- Riconoscere i vari tipi di cereali coltivati dal Neolitico e gli strumenti usati nella loro raccolta e lavorazione

- Stimolare il lavoro di gruppo

Modalità

Durante la prima fase dell’attività verrà sperimentata la macinazione di alcuni cereali (frumento, farro, orzo, miglio) con macina e macinello litici. La farina integrale così ottenuta sarà impastata con acqua e, in caso di condizioni meteo favorevoli e di tempo sufficiente a disposizione, il pane verrà cotto nel focolare del Parco.
Successivamente, ad ogni partecipante verrà fornito un piccolo blocco di argilla che potrà essere lavorato al colombino o per semplice espansione fino ad ottenere un piccolo recipiente, che potrà infine essere decorato a piacere per pressione o per incisione.
Il manufatto in argilla potrà essere portato a casa; non verrà cotto, ma verranno date indicazioni specifiche per la corretta essicazione.

7. ARTE E SIMBOLO

Dopo una breve introduzione ai simboli preistorici e al loro significato, realizzeremo un personalissimo medaglione in argilla, decorandolo a incisione e con colori naturali. Ognuno potrà portare a casa la sua creazione. I colori in Preistoria venivano utilizzati anche per decorare il corpo. I partecipanti potranno lavorare a gruppi e “tatuare” una sagoma a grandezza naturale, che tracceranno su carta, ricalcando il corpo di un compagno.

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Premessa

Le antiche manifestazioni artistiche rinvenute nei contesti archeologici dal Neolitico all'Età del Bronzo offrono l’opportunità di utilizzare nuove chiavi di lettura per l’interpretazione delle culture antiche. Il tipo di rappresentazione in uso in queti periodi ci permette inoltre di addentrarci nell’affascinante mondo dei simboli e di formulare interessanti ipotesi su quali potevano essere i valori e le credenze delle popolazioni pre- e proto-storiche e sulla loro comunicazione, oltre a fornire numerose informazioni sull'intrepretazione di alcuni reperti e sull’organizzazione economica e sociale di un gruppo.

Finalità

- Formulare ipotesi sul rapporto tra valore simbolico di alcuni manufatti e il contesto economico, sociale e ambientale in cui venivano prodotti
- Stimolare la creatività e incentivare l'utilizzo di nuovi materiali per esprimerla
- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali relativi alle attività svolte

Modalità

I fili conduttori del laboratorio saranno l'uso del colore e dei simboli, su vari supporti e con diverse finalità comunicative. I colori saranno preparati al momento con ocre colorate e grassi vegetali, mentre i simboli saranno ispirati a quelli delle incisioni rupestri della Val Camonica. Nella prima parte i partecipanti ragioneranno sulla decorazione del corpo e sul suo valore comunicativo, "tatuando" la sagoma umana tracciata sulla carta seguendo il contorno del corpo di un compagno. Nella seconda parte si passerà all'arte mobiliare, decorando con l'incisione e poi con il colore una tavoletta di argilla. I manufatti potranno essere portati a casa dai partecipanti.

8. ARCHITETTI DELLA PREISTORIA

La costruzione di un riparo è sempre stata fondamentale nella vita dell'Uomo. Dal Neolitico in poi la sedentarietà portò alla creazione di nuove soluzioni abitative. I partecipanti saranno divisi in 3 gruppi  e, a rotazione, realizzeranno tetto, pareti e intonacatura su tre modelli di palafitta a misura di… bambino! I materiali utilizzati saranno gli stessi osservati durante la visita alle palafitte: canne lacustri, rami di nocciolo e argilla umida.

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Premessa

A partire dal Neolitico, l’Uomo passa ad un’economia di agricoltura e allevamento e tende e a diventare sedentario. Da questo momento in poi la casa sarà fondamentale nella vita quotidiana e nel contesto rituale. Le strutture venivano usate sia come riparo, che come luogo di conservazione del cibo e delle sementi che come ricovero per le attrezzature o come stalle per gli animali. Per la loro costruzione si usavano materie prime che dipendevano dall'ambiente naturale in cui l'uomo si insediava, cosa che contribuì allo sviluppo di tecniche di costruzione diverse e altamente specializzate, come quelle utilizzate per le palafitte.

Finalità

- Acquistare consapevolezza di come, nel mondo antico, la tecnologia fosse strettamente legata al contesto ambientale e culturale in cui veniva prodotta;
- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali specifici relativi alle attività svolte;
- Saper individuare il luogo idoneo per la costruzione di una casa (posizione, disposizione e orientamento) e riconoscere i materiali adatti alla costruzione (in particolare in contesto lacustre).

Modalità

Il laboratorio si svolgerà con l’aiuto di tre piccole strutture in scala che consentiranno ai partecipanti di applicare le stesse tecniche costruttive osservate durante la visita alle palafitte ricostruite. Ogni gruppo impegnato in questo laboratorio verrà suddiviso in 3 squadre che, a rotazione, avranno modo di sperimentare ogni tecnica costruttiva e la sua funzionalità. Le postazioni consentiranno di provare a costruire un tetto in canne lacustri, delle pareti in canne lacustri e in nocciolo intrecciato e l'isolamento con l'intonaco argilloso preparato al momento.

9. SUL FILO DEL NEOLITICO

La tessitura è una delle grandi innovazioni che caratterizzano la Rivoluzione Neolitica. Impareremo a conoscerla attraverso le dimostrazioni dell'operatore. Successivamente, con un piccolo telaio in legno e del filo in fibra vegetale, tesseremo degli scampoli di tessuto che potranno essere appesi o essere trasformati in braccialetti. Ognuno porterà a casa il proprio manufatto.

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Premessa

I primi indizi di tessitura, sotto forma di pesi da telaio e frammenti di tessuto, risalgono al Neolitico. Questa pratica probabilmente deriva dalla tecnica dell’intreccio delle fibre vegetali, con cui gli uomini realizzavano stuoie, corde e reti da pesca fin dal Paleolitico Superiore, e si è evoluta grazie all’impiego di fibre sempre più sottili, adatte a formare dei tessuti con cui poi potevano essere realizzati gli indumenti. La sua origine si può collocare nel Neolitico proprio perché in questo periodo l’uomo cominciò a praticare un’economia di  tipo produttivo che vide l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento: l’opportunità di utilizzare materie prime del tutto nuove ha consentito di produrre i primi elementari tessuti.

Finalità 

- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali relativi alle attività svolte

- Comprendere i fattori economico-culturali all’origine dell’invenzione della tessitura

- Imparare come funziona il telaio e i vantaggi che offre questo strumento
- Saper riconoscere le fibre tessili coltivate e lavorate dal Neolitico all'Età del Bronzo

Modalità

Ad ogni partecipante verrà fornito un piccolo telaio in legno e del filo in fibra vegetale, con i quali avranno la possibilità di realizzare delle piccole strisce di tessuto che potranno essere appese o trasformati in braccialetti. Ogni partecipante potrà portare a casa il lavoro eseguito.

10. ESCURSIONE NATURALISTICA

Gli antichi abitanti dei Laghi di Revine conoscevano tutti i segreti dell’ambiente naturale che li circondava, da cui ricavavano sostentamento e materie prime. Accompagnati da una guida naturalistica, i partecipanti potranno seguire le rive dei laghi e ad ogni passo scopriranno quali sono le piante e gli animali che popolano questo ambiente unico e fragile e come alcuni di essi vengono utilizzati dall’Uomo, oggi e in passato. Previsto programma alternativo in caso di pioggia.

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Premessa

La vita dell’Uomo è sempre stata legata all’ambiente che lo circondava e al territorio in cui si spostava. La conoscenza della natura era quindi importantissima per capire tutto quello che l’ambiente aveva da offrire e che poteva essere sfruttato ai fini della sussistenza e da esso dipendevano i materiali a disposizione e quindi la tipologia di manufatti realizzati. Gli abitanti preistorici dei Laghi di Revine sicuramente conoscevano tutti i segreti relativi alle piante e agli animali che avevano a disposizione nel’ambiente perilacustre che avevano insediato e dalle piante e animali tipici di questa zona ricavavano cibo e materie prime.

Finalità

- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali specifici relativi all'attività svolta
- Saper identificare le principali specie di piante e animali tipici dell’ambiente perilacustre
- Comprendere il ruolo dell’ambiente naturale nella sussistenza dell'Uomo in diversi momenti della Preistoria
- Comparare il paesaggio del passato con quello del presente

Modalità

Il percorso prevede in mattinata un’escursione lungo le rive dei Laghi di Revine. I partecipanti saranno accompagnati da una guida naturalistica che illustrerà le principali specie di flora e fauna incontrate durante il percorso. Nel pomeriggio l’esperienza verrà completata con la visita del villaggio palafitticolo ricostruito del parco del Livelet.

IN CASO DI PIOGGIA

In caso la passeggiata non potesse essere praticata a causa del maltempo, è previsto un programma sostituivo. Le finalità saranno rispettate, ma varieranno le attività proposte. La visita guidata alle palafitte è prevista anche in caso di pioggia, mentre l’escursione verrà sostituita da attività al coperto, nello specifico:
- presentazione di un Powerpoint ricco di immagini che consentirà alla guida di illustrare le specie di piante e di animali tipiche dell’ambiente perilacustre; se possibile il recupero, è prevista la visione di campioni;
- giochi a squadre: Animal detective, Scopri l’intruso, Indovina chi?;
- laboratorio: realizzazione dell’impronta di uno degli animali illustrati su una tavoletta di argilla (il lavoro rimarrà ai partecipanti come ricordo dell’esperienza svolta).

11. ANIMAL DETECTIVE

Fin dai tempi più remoti per l’uomo è sempre stato fondamentale saper riconoscere le varie tracce di presenza degli animali. Sia per poterli cacciare, ma anche per potersi difendere e proteggere. Con l'aiuto di una Guida naturalistica scopriremo l'ambiente dei laghi di Revine, ponendo particolare attenzione agli aspetti faunistici del territorio. Con il laboratorio impareremo a riconoscere i segni di presenza degli animali e ad interpretare il loro comportamento, attraverso attività pratiche e divertenti.

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Premessa

Fin dai tempi più remoti per l’uomo è sempre stato fondamentale saper riconoscere le varie tracce di presenza degli animali. Sia per poterli cacciare, ma anche per potersi difendere e proteggere. Con l'aiuto di una Guida naturalistica scopriremo l'ambiente dei laghi di Revine, ponendo particolare attenzione agli aspetti faunistici del territorio. Con il laboratorio impareremo a riconoscere i segni di presenza degli animali e ad interpretare il loro comportamento, attraverso attività pratiche e divertenti.

Finalità

- Sviluppare la manualità
- Favorire il lavoro di gruppo
- Sviluppare nel bambino la coscienza nella salvaguardia naturalistica
- Conoscere i principali animali presenti nell’area
- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali specifici relativi alle attività svolte

Modalità

Al mattino verrà svolta un’escursione attorno ai laghi con l’osservazione dell’ambiente e la conoscenza degli aspetti naturalistici caratteristici delle aree lacustri e collinari. Durante l'escursione verrà dato maggior spazio alla conoscenza della fauna presente vicino ai laghi, stimolando i bambini a comportarsi come piccoli investigatori. Nel pomeriggio si svolgerà il laboratorio che comprende due fasi: l’approfondimento teorico sulle tracce degli animali e a seguire la realizzazione di un’impronta con l’ argilla. La seconda fase prevede una “caccia al tesoro” speciale per imparare tante curiosità sugli animali del nostro territorio.
In caso di maltempo, l’escursione sarà sostituita dalla visita al villaggio palafitticolo.

Note

Il laboratorio è adatto ad alunni a partire dalla classe seconda (compresa) della Scuola primaria e tutte le classi della Scuola secondaria di I e II grado. 

12. MICROMONDO D'ACQUA

 

Uno stagno è uno specchio d'acqua ferma, di dimensioni contenute, con un fondale poco profondo e impermeabile e con un livello di acqua variabile. Nonostante le sue dimensioni ridotte costituisce un vero e proprio ecosistema, ricchissimo in biodiversità: anche una singola goccia d'acqua si nasconde un mondo... Con l'aiuto di stereoscopi e semplici chiavi dicotomiche di riconoscimento scopriremo questo micromondo.

 

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Premessa

 

Acqua e uomo, acqua e vita. Imparareremo ad osservare la vita che c’è in uno stagno e a capire l’importanza ecologica di queste preziose acque. Scopriremo inoltre come analizzarle sotto diversi punti di vista:  biologico, chimico e fisico. Con l'aiuto di una guida naturalistica conosceremo questo prezioso elemento e i suoi abitanti, grazie anche all’uso di stereoscopi e semplici chiavi dicotomiche di riconoscimento.

 

 

Finalità

 

- Capire come funziona uno stereoscopio

- Imparare come eseguire semplici analisi chimico fisiche delle acque

- Conoscere i principali animali presenti attorno ai laghi

- Conoscere e classificare gli invertebrati di uno stagno

- Utilizzare adeguatamente i principali strumenti lessicali e concettuali specifici relativi alle attività svolte

- Stimolare la manualità

- Favorire  il lavoro di gruppo

 

Modalità

 

Al mattino verrà svolta un’escursione lungo i laghi con l’osservazione dell’ambiente e del paesaggio in generale, con approfondimenti rivolti in particolare alla fauna. Il pomeriggio sarà dedicato all’osservazione e alla classificazione, utilizzando anche lo stereoscopio, di alcuni degli invertebrati presenti nello stagno presso il Parco. Il tutto accompagnato da schede didattiche di approfondimento e da immagini di supporto. Per i più grandi (dalla classe quinta della Scuola primaria a tutte le classi della Scuola secondaria di I e II grado) ci sarà l’esecuzione di un’analisi chimico-fisica di base delle acque dello stagno ed eventualmente anche del lago di Lago. Per i più piccoli la realizzazione di un manufatto in argilla da portare poi a casa.

In caso di maltempo, l’escursione sarà sostituita dalla visita al villaggio palafitticolo.

 

Note

Il laboratorio è per alunni a partire dalla classe terza (compresa) della Scuola primaria e tutte le classi della Scuola secondaria di I e II grado. E verrà adattato in base all’età degli alunni

La segreteria del Parco del Livelet è a Vostra disposizione!

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